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Legami storici tra Milano e Lituania: Bona Sforza e il Palazzo dei Granduchi di Lituania

14 July–2 August 2015

Nel pomeriggio di martedì 14 luglio del 2015, nel Castello Sforzesco, accanto al museo della Pietà Rondanini di Michelangelo sarà inaugurata la mostra del Museo Nazionale Palazzo dei Granduchi di Lituania "Legami storici tra Milano e Lituania: Bona Sforza e il Palazzo dei Granduchi di Lituania". La mostra resterà aperta fino al 2 agosto.

La mostra sarà inaugurata dalla Presidente della Repubblica di Lituania Dalia Grybauskaitė. Assisteranno alla cerimonia autorità italiane della regione Lombardia e di Milano,  l'ambasciatrice della Repubblica di Lituania in Italia Jolanta Balčiūnienė, il commissario generale dell'esposizione della Lituania all'"EXPO 2015“ di Milano Romas Jankauskas, il direttore dei musei archeologici e storici del Castello Sforzesco dott. Claudio Salsi e il direttore del Museo Nazionale Palazzo dei granduchi di Lituania dott. Vydas Dolinskas.

L'inaugurazione della mostra sarà accompagnata dalle musiche eseguite dai musicisti dell'orchestra da camera di S.Cristoforo del comune di Vilnius    (direttore artistico prof. Donatas Katkus (quartetto?, quintetto?) (le stelle del jazz della Lituania, prof. Artūras Anusauskas e maestro Vytautas Labutis).

La mostra è frutto di collaborazione con il Castello Sforzesco di Milano, con il suo direttore dott. Claudio Salsi e con il commissario generale dell'esposizione della Lituania all'"EXPO 2015“ di Milano Romas Jankauskas. L'inaugurazione avrà luogo alla vigilia della Giornata nazionale della Lituania all'"EXPO 2015" di Milano nei prestigiosi spazi museali del Castello Sforzesco di Milano. È segno di particolare onore alla Lituania, perché sarà l'unica dei ben 150 paesi che partecipano all'"EXPO 2015" ad avere la possibilità di presentare se stessa, oltre che all'"“EXPO 2015”, anche negli spazi del prestigioso museo.

Tale mostra, dedicata al patrimonio culturale della Lituania e ai suoi legami storici con Milano, ha potuto aver luogo nel Castello Sforzesco grazie alla decennale collaborazione del prestigioso museo milanese con i musei di Vilnius, inizialmente con il Museo d'Arte della Lituania e successivamente con il Palazzo dei Granduchi di Lituania. Il precedente direttore del Castello Sforzesco prof. Ermanno Arslan e l'attuale direttore dott. Claudio Salsi hanno prestato consulenze nel corso della ricostruzione del Palazzo dei Granduchi di Lituania a Vilnius. In genere, anche il progetto stesso di ripristino e di restauro del Castello Sforzesco di Milano, iniziato oltre 100 anni fa dal celebre milanese Luca Beltrami, è servito di grande stimolo metodologico e morale per la ricostruzione del Palazzo di Vilnius. Inoltre, ha svolto un ruolo di mediatore attivo per l'allestimento di questa mostra il commissario generale dell'esposizione della Lituania nell'"EXPO 2015" di Milano Romas Jankauskas.

La mostra "Legami storici tra Milano e la Lituania: Bona Sforza e il Palazzo dei Granduchi di Lituania" è articolata in diverse parti: la prima è una breve presentazione della Lituania, dei più importanti fatti storici e del patrimonio culturale; la seconda è dedicata ai legami storici tra la Lombardia e Lituania, Milano e Vilnius dalla Via dell'Ambra nell'antichità fino ai giorni nostri; l'ultima, invece, è un racconto sul Palazzo dei Granduchi di Lituania, fulcro dei legami storici tra la Lituania e l'Italia.

Accanto all'iconografia storica, foto moderne, commenti testuali e modelli delle stufe dei tempi di Bona Sforza ricostruite nel Palazzo dei Granduchi di Lituania, sono esposti alla mostra anche alcuni artefatti autentici del XVI sec. che illustrano i legami tra la Lombardia e la Lituania, Milano e Vilnius. Si tratta, ad esempio, dell'arazzo con lo stemma combinato del Granduca di Lituania Sigismondo Augusto, nel cui campo centrale è raffigurato un biscione che ingoia un fanciullo. Si tratta del segno araldico della madre del sovrano, principessa di Milano Bona Sforza. Inoltre, la mostra include le mattonelle da stufa della metà del XVI sec., originali e copie,  altri manufatti di ceramica associati alla figura di Bona Sforza, fulcro dei legami tra la Lombardia e la Lituania, Milano e Vilnius.

Tra parentesi, anche al padiglione lituano dell'"EXPO 2015 sono esposti alcuni artefatti associati al nome di Bona Sforza. È la mattonella angolare da stufa del sec. XVI con lo scudo araldico degli Sforza, altre mattonelle della stufa, probabilmente appartenuta alla sovrana, e una forchetta come simbolo delle nuove tradizioni gastronomiche portate da Bona Sforza dall'Italia in Lituania. La figlia di Bona Sforza, Caterina Jagellona che nel 1562 nel Palazzo di Vilnius si sposò con il futuro re di Svezia Giovanni III Vasa, una volta trasferitasi in Svezia, diffuse l'uso della forchetta anche in quel paese.

Come è noto, la principessa di Milano, Napoli, Bari e Rossano, diventata granduchessa di Lituania e regina di Polonia, ha esercitato un'influenza determinante per la diffusione delle idee e della civiltà del Rinascimento italiano in Lituania e nelle regioni limitrofe. Per questo motivo il suo stemma, il biscione divorante un fanciullo, come uno dei simboli dei Visconti, degli Sforza e della stessa Milano, si ritrova anche nella lontana Lituania. Tuttavia, questa rapida occhiata che nel corso dell'allestimento della mostra abbiamo potuto rivolgere alla nostra storia comune, ci ha permesso di constatare il fatto che i legami tra Lituania e Italia, Vilnius e Milano sono caratterizzati da una varietà molto più ricca e colorata, non riducibile ai soli rapporti dinastici.

Gli inizi dei legami storici tra la Lombardia e le terre lituane risalgono addirittura all'età del bronzo (II millennio a. C.). Fu proprio a Milano medievale che  il romano pontefice prese alcune decisioni importanti per la formazione dello Stato lituano. Milano poteva aver influito anche sulla formazione della leggenda sull'origine romana dei lituani, formatasi nel corso dei secoli XV e XVI. Nell'epoca rinascimentale il legame tra Vilnius e Milano, si era stabilito, come già menzionato, grazie alla principessa di Milano Bona Sforza, esponente  della dinastia sforzesca, diventata granduchessa di Lituania e regina di Polonia. Gli architetti e gli altri artisti italiani attivi in Lituania durante il Rinascimento e il Barocco (secoli XVI–XVIII) erano in prevalenza lombardi oppure legati in qualche modo alla Lombardia. È interessante che nel XVIII sec. anche i nunzi apostolici che risiedettero nella Repubblica delle due Nazioni (stato comune di Lituania e di Polonia) per lo più provenivano da Milano.

Nel XIX sec. i lombardi simpatizzavano con la lotta dei lituani per la liberazione dal gioco dell'impero russo, e nel 1874 nel Teatro alla Scala avvenne la prima dell'opera lirica "I Lituani", composta dal rinomato compositore italiano Amilcare Ponchielli. Alla prima metà del XX sec. la Lituania e la Lombardia erano accomunate dalla personalità di Achille Ratti, il quale prima di diventare arcivescovo di Milano e successivamente papa Pio XI, era stato visitatore apostolico in Lituania e poi, nel 1926, ha istituito la provincia ecclesiastica lituana.

Dopo la seconda guerra mondiale Milano è stata importante come centro di sostegno all'azione di resistenza della chiesa cattolica lituana negli anni dell'occupazione sovietica e come luogo di studio della lingua e della storia lituana. A cavallo tra i secoli XX–XXI la Lituania e Milano sono accomunate non solo dalla passione per la pallacanestro, ma anche dall'arte dell'opera lirica e dalla collaborazione tra musei e residenze storiche.

I legami secolari della Lituania e Vilnius con l'Italia, e in particolare, con la Lombardia e Milano, restano vitali anche al giorno d'oggi. Ne è un'eloquente testimonianza la collaborazione nelle sfere della musica e del teatro, del design e della museologia, come anche la comune passione per il basket. La naturalezza e la vivacità di tali rapporti è messa in luce anche dall'esposizione "Legami storici tra Milano e la Lituania: Bona Sforza e il Palazzo dei Granduchi di Lituania", allestita al Castello Sforzesco.


2015-08-10
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